Degustazione "Il Sagrantino di Montefalco" 28/02/2015 ore 17.00 presso Oliver Wine House

25 Novembre 2015 by

Tra le eccellenze vitivinicole Italiane continua l’iter di degustazioni, a cura del Dott. Guido Falgares e dell’associazione Dioniso. Ad essere preso in esame, giorno 28 Febbraio, presso il locale Oliver Wine House, è stato il Sagrantino di Montefalco dell’azienda Arnaldo Caprai.  A condurre la degustazione è stata Francesca Tamburello che ha esposto, in modo chiaro e conciso, il panorama vitivinicolo Umbro e, soprattuto, la zona di produzione del Sagrantino ovvero la provincia di Perugia.  La coltivazione della vite, in particolare del vino Sangiovese, nel territorio di Montefalco, risale, addirittura, all’epoca pre-romana. Plinio il Vecchio, nel libro XIV della Naturalis Historia, afferma che una varietà di uva, chiamata Itriola, è coltivata a Mevania, l’odierna Bevagna, all’interno della zona di produzione dei vini di Montefalco. Tuttavia, sembra che, solo più tardi, alcuni frati francescani abbiano riportato dall’Asia Minore il vitigno del vino Sagrantino, sostituendolo, poi, nelle vigne al vitigno del Sangiovese. Il nome sarebbe riconducibile ai Sacramenti, poiché l’uva era coltivata dai frati, che ne ricavavano un passito destinato ai riti religiosi.

La tradizione, che appartiene a questo territorio, ha permesso alle viti di Sagrantino di sopravvivere nei secoli; una risposta chiara ed autorevole di un terroir che non ha consentito la perdita del suo vitigno autoctono. L’intuizione vincente dell’azienda Caprai è stata proprio quella di recuperare la tradizione in chiave moderna.

La nostra degustazione si è basa su due annate veramente particolari e eccellenti: 1996 e 1997.

Partiamo con il 1996!

Già all’impatto visivo, il vino si presenta con un rosso granato e una buona consistenza messa in risalto dalla perfetta geometria degli archi, che si formano nel bicchiere durante la roteazione. Presenta di sedmenti dovuti sicuramente agli antociani. Non appena versato, il vino ha sprigionato sentori olfattivi complessi che risaltano immediatamente quando abbiamo avvicinato il naso al bicchiere. Sentori di spezie, frutta a polpa rossa, note di cuoio, tabacco, balsamiche e di miele. Una delle peculiarità del Sagrantino è sicuramente il tannino, equilibrato, elegante e vellutato, che viene sostenuto dalla buona alcolicità e dalla freschezza e sapidità che si manifestano con una buona salivazione in bocca. Intenso e persistente, da abbinare, per contrapposizione, a piatti ben strutturati e complessi ricchi di succulenza e/o grassezza.

E’  il 1997 che entusiasma ancor di più i degustatori. Questa, una delle migliori annate dell’azienda, evidenzia ancor di più le peculiarità proprie di questa tipologia di vino.

Si presenta con un rosso granato molto vivace e una perfetta consistenza. Sentori olfattivi ben distinguibili e molto intensi. Confettura di frutta a polpa rossa, spezie, note di torrefazione e balsamiche e di frutta molto più nette del precedente. In bocca risalta un pizzico di “nervosismo” che amiamo ritrovare nei vini di certe annate che dimostrano che il vino non è morto, ma ancora vivace e vivo! Tannino meno presente ma ottima alcolicità e freschezza. Assolutamente intenso e persitente, che fa venir voglia di non abbinarlo a piatti specifici ma da bere in momenti di meditazione o conviviali.

Al termine della degustazione gli ottimi stuzzichini di  Nino e Francesca che giungono al momento opportuno……….

Concludiamo con una frase di Luigi Pirandello che abbiamo ritrovato nell’etichetta posteriore delle bottiglie e che racchiude in se la complessa filosofia del Sagrantino:

A tutto c’è un oltre”

Roberta Ambrosi

 

Related Posts

Share This

Leave a Reply