Il Marsala e il Passito di Pantelleria, incontrano… i Sigari e la pasta con le Sarde!

1 Ottobre 2013 by

Il Marsala e il Passito di Pantelleria, incontrano…

i Sigari e la pasta con le Sarde!

E’ la “ Pasta chi Sarde” la protagonista della cena che si è svolta presso il locale Oliver Wine House a Palermo Mercoledì 25/09/2013, dove i  soci di Dioniso e dell’ Union Européenne des Gourmets si sono rincontrati, dopo la pausa estiva, per dare inizio ad una  nuova stagione ricca di eventi. Una cena che coinvolge tutti, piena di sorprese organolettiche e di “sfide culinarie”.

Infatti, tema centrale della serata è proprio la “sfida” della pasta con le sarde che vede protagoniste alcune socie nella preparazione di questo tipico piatto Siciliano.

C’ è, però, anche un altro protagonista… Il Sigaro! Gentilmente offerti dall’ Associazione “Slow Smoking & co.”

Ad aprire la serata Guido Falgares e Francesca Tamburello , che riassumono la storia del piatto Principe della serata e dei vari abbinamenti con gli eccezionali vini da loro scelti.

Per iniziare, vengono serviti degli antipastini: crepes arrotolate con aromi e salumi, noccioline e mandorle aromatizzate e tostate, il tutto abbinato ad un ottimo Rosè Oltre Po Pavese Metodo Classico, 100% pinot nero dell’ azienda Travaglino. Un perfetto abbinamento che sa unire la fragranza e il fruttato del Rosè con la sapidità e aromaticità degli antipastini. Questo piccolo e breve “aperitivo” anticipa quello che è il vero e proprio tema della cena: la sfida della pasta con le sarde!

Sette le partecipanti, che si sono prestate alla preparazione del piatto, in modi diversi come la cottura al forno piuttosto che la classica mantecatura in padella. Inizia, così, la degustazione delle varie portate accompagnate da un Fiano, Cometa di Planeta  . Un abbinamento assolutamente equilibrato, fresco e piacevole che riesce ad esaltare un piatto che sembrerebbe facile ma che nasconde piccole sfaccettature, che se non curate, non fanno assaporare il vero “sapore di Sicilia”.

Al fine della gara, acclamata la vincitrice, viene servito un piatto di pasta con le sarde, preparato dai cuochi del locale Oliver Wine House, che è stato “progettato” proprio per abbinarlo al Marsala, offerto dalle cantine Alagna.

Famose a livello Italiano e Mondiale per la loro eccellente produzione di Marsala, gestiste dal Prof. Ercole Alagna, rappresentante della terza generazione di imprenditori vitivinicoli, che ha saputo affermare l’azienda per la qualità dei suoi vini utilizzando metodi tradizionali come quello Soleras. Diverse e pluripremiate le tipologie di Marsala prodotte, ricordiamo: Marsala Superiore Garibaldi Dolce (medaglia d’oro nel 2012), Marsala D.O.P Superiore S.O.M (2008/10 Diploma Gran Menzione – Vinitaly) e Marsala Vergine ( dal sapore secco, intenso e persistente, invecchiato minimo 5 anni in botti antiche in cave di tufo). Concordiamo in pieno con lo stesso  Alagna, che afferma: “  il miglior vino si ottiene con la minor quantità possibile di operazioni effettuate dall’uomo”.

A questo punto della serata, è intervenuta la sottoscritta, per spiegare il perché di questo abbinamento e raccontare un po’ la storia di questo grande e rinomato vino Siciliano.

Un vino che affonda le sue radici gia nel periodo Romano e Greco e che prosegue fino al 1700 con la scoperta da parte del giovane imprenditore inglese Woodhouse per arrivare al sua massima espressione con il produttore Vincenzo Florio alla fine del 1800 in Sicilia.

Un grande Marsala può essere originato solo dal connubio di alcuni elementi fondamentali quali: il terroir (ovvero il territorio), il tipo di allevamento della vite che deve essere ad alberello, i vitigni come il grillo, catarratto e insolia per la versione oro ambra e il Nerello Mascalese, il Nero d’Avola e il Perricone per la versione rubino, l’ aggiunta di un ottimo distillato e per finire l’invecchiamento in ottime botti di rovere. Tutto Questo rende il Marsala un vino dalle eccellenti qualità gusto-olfattive che non poteva non essere abbinato, per concordanza, ad una portata altrettanto variegata  come la pasta con le sarde.

La cura nella preparazione, infatti, di questo piatto sta proprio nel sapere equilibrare tutti gli ingredienti. Parliamo di un piatto che prevede: le sarde, l’uvetta sultanina, i pinoli, il finocchietto selvatico e soprattutto lo Zafferano. Ingredienti molto diversi tra loro e soprattutto fin troppo protagonisti; le sarde con la loro sapidità, l’uvetta sultanina con la loro dolcezza (in questo caso ammollati precedentemente nel Marsala Superiore), i pinoli (se tostati) con la loro croccantezza, il finocchietto che sprigiona una estrema aromaticità erbacea e per finire una spezia estremamente invasiva quale lo Zafferano.

Ma quale tipo di Marsala è piu’ adatto a questa portata?

Per questa serata sono stati scelti due tipi di Marsala: quello Vergine e quello Superiore.

Due tipologie diverse tra loro, sia per tipo di invecchiamento sia per residuo zuccherino, ma che riescono ad esaltare ed adattarsi entrambi al piatto.

Appropriato, successivamente, l’abbinamento del Marsala Vergine con una fritturina mista di pesce che con la sua sapidità si scontra con la morbidezza e alcolicità del vino.

La serata si conclude con un ottimo Passito Moscato di Tasca accompagnato da un Sigaro proveniente dalla Repubblica Domenicana. A questo punto, il relatore della “Slow smoking” ha avuto cura di spiegare ai presenti la metodologia da usare per poter assaporare entrambi contemporaneamente, ovvero: bagnandosi le labbra prima con il Passito e poi fumando il sigaro,

riuscendo a trasmettere ai commensali un momento di meditazione di fine pasto.

Questa, una particolare serata, come non se ne vedevano da tempo, che ha saputo conciliare le radici culinarie e vitivinicole proprie di una regione sorprendente come la Sicilia.

Come diceva Tolkien: LE RADICI PROFONTE NON GELANO…

 

Roberta Ambrosi

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